Associazione Pro Val Mulini Onlus


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Gelso bianco - Murùn - Morus alba

Quaderni > Percorso botanico

Questa pianta, che ha avuto un ruolo importante nell’economia agricola dei secoli scorsi, è originaria dell’Asia Centrale ed Orientale. Da noi viene piantato in suoli umidi, in prossimità di rogge e torrenti.
Il
TRONCO, eretto, è sottoposto allo ‘scalvo’ per avere sempre dei rami giovani con frasche ricche
di foglie e quindi non raggiunge mai grandi altezze. La chioma, densa, si rigenera con prontezza
dopo ogni taglio.

La
CORTECCIA nelle piante giovani è liscia, di colore giallo-bruno; con il tempo si screpola e diventa reticolata a piccole scaglie ed il colore tende di più al grigio. I rami giovani sono grigio-verde e lisci.

Le
FOGLIE sono intere, generalmente ovali, cordate alla base ed acuminate all’apice con margine dentato; il colore è verde brillante. In qualche specie sono di forma ‘palmata’ a tre lobi appuntiti,
con margini irregolari.

I
FIORI sono unisessuali: quelli maschili sono disposti in amenti cilindrici di 2-4 cm., quelli femminili in glomeruli ovoidali.

I
FRUTTI sono delle more (sorosio) di colore bianco giallastro e di sapore dolciastro.

UTILIZZO - L’utilizzo di questa pianta è strettamente legato all’allevamento del baco da seta;
infatti le foglie sono l’unico nutrimento delle larve prima di formare il bozzolo. I rami giovani, nati
dal tronco principale, venivano tagliati e le frasche erano stese su appositi graticci. I rami dritti e
più consistenti servivano come sostegni per pomodori e fagioli. Con la scorza si faceva carta ed
anche tela.


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